Cartomanzia e divinazione

Quando si ricavano informazioni da fonti mistiche magiche e sopranaturali vi Ŕ in atto una divinazione.
La necessitÓ di risposte, di chiarimenti, di conoscenza, la curiositÓ umana, hanno sempre posto in secondo piano la scientificitÓ delle pratiche divinatorie.
Molteplici le pratiche divinatorie come molteplici i popoli che le utilizzavano e le utilizzano ancora tutt'oggi.

Cartomanzia Ŕ quella parte della divinazione che pretende di svelare i fattori arcani della vita di un consultante usando come strumento le carte.
Tarocchi, sibille o semplici carte da gioco,qualsiasi sia il mezzo divinatorio, la cartomanzia unisce la sensibilitÓ del Cartomante (colui che pratica la cartomanzia) alla conoscenza e al significato dei simboli rappresentati sulle carte per unirli ed effettuare la divinazione.
Non ci soffermeremo qui a datare la nascita della cartomanzia in quanto come la cartomanzia stessa Ŕ scientificamente inesatta qualsiasi teoria a riguardo. I primi accenni di lettura delle carte sembrano far riferimento al periodo Egizio dei faraoni. Dall'Egitto la cartomanzia o una sottospecie di essa, venne importata in Italia dai soldati romani. Con la caduta dell'impero ne scomparve ogni traccia. Ne sentiremo riparlare nel medioevo probabilmente portata dall'Asia grazie ai popoli zingari. Il termine "cartomanzia" vero e proprio nacque nel 1700 in Francia per diventare poi un culto quasi di moda che dilag˛ in ogni luogo.

Una volta chiarito che la cartomanzia non vuol dire solo conoscere le carte ma interpretarne il significato che loro assumono in una data circostanza in riferimento a una data persona, dobbiamo ammettere che per poter praticare la cartomanzia, il neofita dovrÓ impadronirsi della conoscenza dei valori intrinsechi che le carte posseggono.
Per semplicitÓ e per interesse prenderemo in esame quella parte della cartomanzia che usa come strumento divinatorio le carte dei tarocchi.

Per poterlo fare dovremo quindi imparare a interpretare le carte dei tarocchi e pi¨ precisamente gli arcani maggiori.