Tarocchi - Carte dei tarocchi

TAROCCHI

Mazzi dei tarocchi

Le carte fecero i loro in gresso nel continente europeo attorno l'XI secolo. I tarocchi comparvero qualche secolo più tardi, ma precisamente come e in quale modo ancora non lo si può dire con certezza.
Documenti e ritrovamenti, accertano alcune affermazioni e avveniemnti storici collegati a svariati mazzi di tarocchi e ci permettono d'inquadrare più o meno correttamente, luogo e data di nascita di alcuni dei più suggestivi e meravilgiosi mazzi di tarocchi tutt'ora conosciuti.

Tarocchi, mazzi di carte persi nella storia.

I tarocchi, più precisamente gli Arcani Maggiori, sono probabilmente il più fantasioso e mistico metodo di rappresentazione del gioco con il destino.
Come già detto, le origini dei tarocchi sono incerte, e ogni studioso, esperto in materia, ha le proprie idee.
Nel tempo sono comparse diverse tipologie di tarocchi o meglio diverse raccolte di carte con rappresentazioni di figure sempre più particolareggiate, queste raccolte possiamo definirle veri e propri mazzi dei tarocchi.
Infatti al momento attuale sono conosciuti svariate tipologie di mazzi di tarocchi, tutti molto simili ma allo stesso tempo diversi.
Le differenze tra questi mazzi di carte sono dovute sia all'epoca della loro creazione, sia alla zona geografica in cui si diffusero. Più precisamente si può affermare che nelle zone in cui l'unità nazionale avvenne in un periodo più tardo, si definirono svariati mazzi di tarocchi secondo i confini regionali come ad esempio in Italia e Germania, mentre in quelle zone di più antica tradizione nazionalistica come Francia, Spagna e Inghilterra si ebbe un unico mazzo nazionale.
In Italia i primi veri tarocchi li ritroviamo in Sicilia e nelle corti del centro/nord. Da li infatti in poco tempo dilagheranno nel resto d'Europa.

Qui di seguito una lista dei più famosi mazzi dei tarocchi in ordine cronologico.

Tarocco siciliano

Una tipologia di tarocchi direttamente derivata dai Naibi. I primi tarocchi siciliani sono stati probabilmente portati dagli arabi durante il regno di Federico II di Svevia in Sicilia nel XIII sec. Di questi primi mazzi abbiamo unicamente notizie documentali. La loro diffusione durò nel tempo ma fu limitata alla Sicilia.

Tarocchino di Bologna

La tradizione attribuisce la creazione del Tarocchino di Bologna a Francesco Fibbia, nel 1415. Non essendo correlato a nessuna corte in particolare, arrivò fino a Firenze ispirando poi quelle che saranno le "Minchiate fiorentine" per poi scendere nel sud Italia e approdare anche in Sicilia. Questo mazzo è caratterizzato da un ridotto numero di carte, da qui il nome di tarocchino.

Mazzi ferraresi

Diversi e tutti bellissimi sono i mazzi attribuiti alla corte ferrarese o degli Este. Il più antico, anche se non pervenuto, compare in una lista di spese dei regnanti estensi del 1422, durante il dominio di Nicolò III. Lo stile dei tarocchi denominati Ferraresi fu presente in diverse aeree del nord-est italiano arrivando ben oltre le aree dominate dagli stessi Estensi, per esempio attorno a Venezia e lungo l'Adriatico fino a Pesaro e si spinse nel tempo per oltre un secolo. Infatti anche se molto più recenti dei tarocchi di Nicolò III, in questa tipologia di tarocchi denominati Ferraresi ricadono alcuni importanti mazzi: il tarocco di Alessandro Sforza del 1473, di cui risultano esistenti 15 carte. Il mazzo di Ercole I d'Este sempre del 1473 del quale ci rimangono 16 carte. Il mazzo chiamato di Carlo VI o di Gringonneur, forse il più conosciuto tra i tarocchi Ferraresi, di cui si conservano 17 elementi. In principio si sosteneva che Carlo VI avesse commissionato nel 1393 le carte al pittore Jaquelin Gringonneur, dal quale poi prenderà il nome lo stupendo mazzo; questa versione che attribuisce a Gringonneur la paternità del mazzo è stata recentemente respinta dagli storici addirittura posticipando la data della creazione circa cento anni più tardi, inserendo il mazzo tra i tarocchi di stile ferrarese. Il Tarocco Rothschild, che prende il nome dalla Collezione Rothschild del Museo del Louvre, composto tutt'ora da 32 carte ma di cui ne rimane un unico Trionfo, viene datato approssimativamente al tardo XV secolo.

Tarocchi Visconti-Sforza

Molteplici furono i mazzi di tarocchi commissionati dalle famiglie Visconti e Sforza. Forse i più famosi sono quelli miniati dal pittore Bonifacio Bembo, tarocchi commissionati per il matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, da cui deriva appunto il nome. La collocazione dei vari mazzi è tra 1432 e il 1470. Con questa tipologia di tarocchi si può considerare chiuso il periodo di transizione-evoluzione dai Naibi ai tarocchi. Saranno questi tarocchi il punto di partenza per i Tarocchi Piemontesi e il gruppo dei Tarocchi di Marsiglia a cui appartengono la gran parte dei tarocchi moderni.

I Tarocchi del Mantegna

Il vero autore di questo mazzo, datato tra 1470 e 1485, è ad oggi sconosciuto. Questo particolare mazzo di tarocchi viene erroneamente attribuito al pittore Andrea Mantegna per alcune rispondenze stilistiche ai suoi dipinti. Va precisato che queste carte vengono definite carte didascaliche poiché ogni carta, per la prima volta, riporta il proprio nome, la serie e il numero; le 50 lame che compongono questi tarocchi, sono divisi in 5 gruppi di 10 carte ognuno.

Il Tarocco Fiorentino le "Minchiate"

Si ipotizza che le prime Minchiate fiorentine risalgano agli inizi del XVI secolo. Esiste tutt'ora una serie di tre stampe xilografiche di carte non tagliate chiamate fogli di Rosenwald la cui datazione approssimativa è dei primi anni del 1500. In principio il nome di queste carte era Germini, ma l'utilizzo di questo mazzo tra la gente comune per il "Giuco della Minchiate" portò piano piano al cambiamento del nome in "Minchiate". Particolarità di questa tipologia di tarocchi è la presenza di ben 41 arcani maggiori (21 sono gli stessi del tarocco di Marsiglia, 12 sono segni dello Zodiaco, 4 raffigurano gli elementi, 3 sono le virtù teologali e 1 virtù cardinale), su un totale di 97 lame, e la rappresentazione di figure di centauri al posto di quelle dei cavalli.

Tarocchi di Marsiglia, il mazzo Italiano

Il nome Tarocchi di Marsiglia è il nome moderno di quello che in principio era chiamato in tutt'Europa Tarocco Italiano. Questo stile di tarocchi si definì in Italia verso il XVI secolo derivando dal ceppo dei tarocchi Visconti-Sforza. Una stampa litografica lombarda, chiamata "foglio Cary", risalente alla prima metà del 1500, raffigura carte del tutto simili all'attuale tarocco di Marsiglia. Probabilmente con la conquista francese del ducato di Milano, questo stile iniziò a diffondersi in Francia, diventando uno stile nazionale e scomparendo allo stesso tempo in Italia. Amati dai ricchi e dal volgo, questi tarocchi conobbero un'enorme diffusione nel XVII secolo grazie alla stampa tipografica. Il nome odierno di questo stile di tarocchi risale al XX secolo, questo è infatti il nome dato dal maestro cartaio marsigliese Grimaud ad una sua ristampa di tarocchi tradizionali francesi. I tarocchi di Marsiglia sono i tarocchi più longevi da noi conosciuti, infatti la composizione del mazzo è praticamente invariata da ormai cinque secoli. L'enorme diffusione di questi tarocchi li ha resi i tarocchi per antonomasia, soprattutto per quanto riguarda la cartomanzia.

Tarocchino di Mitelli

Commissionato dai Bentivoglio all'artista bolognese Giusepe Maria Mitelli, si può definire il più antico mazzo di tarocchi non convenzionale, più artistico, più fantasioso in quanto i trionfi di Mitelli furono in buona parte reinventati e arricchiti di dettagli. Questo mazzo si colloca tra il 1660 e il 1665.

Tarocchi spagnoli

Il più antico mazzo Spagnolo tutt'ora esistente risale alla fine del XVIII secolo. La paternità di questo mazzo viene attribuita a Nicholas Pepin.

Tarocco Piemontese

Derivato dai Tarocchi di Marsiglia, è composto dalle 78 carte tradizionali. La caratteristica di questo mazzo è quella di essere l'unico mazzo italiano con figure a doppia testa. Questo porta ad avere una grossa mancanza di dettagli in quanto la metà inferiore scompare. Possiamo datare i primi tarocchi piemontesi alla seconda metà del XVIII secolo.

Tarocchino Milanese

Datato attorno ai primi anni dell'800 questo mazzo prende nome dalla forma sottile e allungata delle sue carte. Simile ai tarocchi di Marsiglia, il suo aspetto grafico venne leggermente modificato mutando alcuni particolari e riferimenti.







I mazzi regionali

In principio, i primi mazzi di tarocchi prodotti, erano piccoli capolavori commisisonati da persone importanti direttamente ad artisti che li incidevano o li dipingevano.
Durante la produziione di un mazzo l\'artista si ispirava a mazzi già visti in precedenza (magari presso qualche corte nobile), ad opere d\'arte, alla letteratura, alle volontà e necessità del committente e anche alle tradizioni locali. Questo è il motivo per cui vari mazzi di tarocchi, avevano molte caratteristiche in comune ma allo stesso tempo differivano tra loro in correlazione a specifiche aree geografiche. Da qui si evince che più si trovavano distanti le zone di produzione tante più differenze si trovavano tra i mazzi.

Con una sempre maggior richiesta di mazzi anche da parte del popolo e l\'utilizzo della litografia, le differenze tra i vari mazzi di tarocchi iniziarono a svanire o perlomeno iniziarono a standardizzarsi alcune tipologie di mazzi con le prorpie caratteristiche.
Si definirono così dei Tarocchi regionali che ancora oggi mantengono le stesse peculiarità. In Italia ne vengono ancora utilizzati diversi:

Tarocco Bolognese o Tarocchino
Tarocco Siciliano
Tarocchino Milanese
Tarocchi Piemontesi
Le Minchiate Fiorentine


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