Tarocchi - Carte dei tarocchi

TAROCCHI

I tarocchi, nascita ed evoluzione dei tarocchi

«I Tarocchi hanno avuto una grande evoluzione nei secoli. Il mazzo stesso dei tarocchi si è evoluto nel tempo introducendo carte nuove e diversificate da paese a paese.
Da semplice gioco di carte, usato come passatempo, il mazzo dei tarocchi è diventato nel tempo un mezzo per la divinazione potentissimo.
Dalle mani dei pittori che miniavano le carte, alle mani dei cartomanti, il significato dei tarocchi è sempre stato quello di rappresentare simbolicamente la vita dell'uomo, le sue virtù, le sue debolezze.»

I Tarocchi e la cartomanzia nella storia

Tarocchi, mistiche carte, hanno una storia che si perde nella notte dei tempi.

Per alcuni i tarocchi provengono dalla Cina e citano un'Enciclopedia cinese del XIII secolo a.C. dove si parla per la prima volta del gioco delle «carte». Successivamente, sempre in Cina, si ha testimonianza che le monete di carta venivano usate per il «gioco» e anche per la divinazione.

Il Matto del mazzo dei terocchi di GringonneurI giochi delle carte durante il medioevo vengono vietati in molti paesi europei. Dall'Inghilterra alla Spagna e persino in Francia venivano inflitte pene severissime ai giocatori.
A Firenze, un editto del 1377 vietò l'uso del gioco del «nhaibbe» introdotto dai Saraceni. Tutte queste Erano proibizioni che riguardavano generalmente il popolo.
Infatti nel 1392 vengono commissionati tre famosi mazzi di Tarocchi a Jacquemin Gringonneur per Carlo VI, re di Navarra. Del bellissimo mazzo del Gringonneur si conoscono oggi solo diciassette Arcani. Inizia da questo momento un periodo di maggior liberalità, tanto che proprio con un decreto del 1396 Carlo VI vieta i giochi d'azzardo ma escludendo le carte.


Nel XV secolo appaiono in Italia dei mazzi di carte che assomigliano agli attuali Tarocchi.

Nel 1400 in Germania, viene riconosciuta la professione di pittore di carte e di costruttore di carte, molto ben distinte (Kartenmaler e Kartenmacher) e con il successivo avvento della stampa le carte conoscono una grandissima diffusione.

Nel 1393 anche in Italia nasce la corporazione dei «pittori di carte» e Giovanni Morelli da un lato arringa i fiorentini sui pericoli e le maligne influenze delle carte, dall'altro afferma che le lamine, o carte dei naibi, possono essere molto istruttive per i bambini.

Dopo pochi anni, siamo verso la fine del secolo XIV, si ha notizia dell'arrivo degli zingari in Europa e precisamente in Boemia. Da lì si propagheranno in Svizzera e in Italia, raggiungendo la Spagna intorno al 1427. Non furono gli zingari a inventare i Tarocchi, ma si è propensi a credere che furono loro a usarli come mezzo divinatorio. Infatti è luogo comune associare la classica figura della zingara ai tarocchi e alla cartomanzia.

Nel 1432 Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti si uniscono in matrimonio. A questa data si fa risalire il bellissimo mazzo di carte dei tarocchi chiamato Visconti-Sforza, attribuito al pittore Bonifacio Bembo. Questo è senza ombra di dubbio il più antico esemplare di Tarocchi italiano.

A Bologna nasce un mazzo dei tarocchi detto «Il Tarocchino di Bologna», formato da sessantadue carte. Il suo autore è Francesco Fibbia. Egli ottiene il diritto di stampare il suo scudo d'armi sulla Regina di Bastoni e quello della moglie sulla Regina di Denari. Di lui si conosce solo la data della morte che avvenne nel 1419.
Prima della fine del secolo si ha notizia di una protesta di pittori di carte italiani, che vedono soppiantare dalla stampa la tradizione di miniare le carte, vere opere d'arte che solo i ricchi potevano permettersi.

Nel 1582 viene istituita in Francia una tassa sulle carte, con l'intento di limitarne l'uso. Per questi motivi fiscali avviene un esodo massiccio dei maestri cartai francesi che si trasferiscono in Spagna e in Svizzera, mentre in Francia continua una regolamentazione sempre più rigorosa. Si richiede che il nome del fabbricante sia impresso sulle carte e che venga depositato il modello con una minuziosa descrizione delle figure e dei colori. Siamo ormai nel XVII secolo.

Durante il XV secolo, non possiamo trascurare un famoso mazzo tarocchi italiano detto «Le minchiate fiorentine». È un mazzo di novantacinque o novantasette carte di cui quaranta sono Arcani. Vi sono rappresentati i dodici segni dello zodiaco, i Quattro Elementi, le tre virtù teologali e una virtù cardinale. Trentacinque carte sono dette «Papi» e portano i numeri romani. Altre sono dette «Arie» e corrispondono a: la Stella, la Luna, il Sole, il Mondo e il Giudizio o la Fama. Altre figure sono chiamate «Onori».

Verso la fine del XV secolo il mazzo di Tarocchi italiano subisce varie modifiche. Il più famoso è quello attribuito al Mantegna, detto «Carte di Baldini». È formato da cinquanta lamine: cinque serie di dieci carte che portano i numeri romani:

Tarocchi del Mantegna, Il miseroTarocchi del Mantegna, EuterpeTarocchi del Mantegna, ChronicoTarocchi del Mantegna, Octavaspera

  • Le prime dieci rappresentano le classi sociali: Misero - Fameio (servo) - Artixan (artigiano) - Merchadante (mercante) - Zintilomo (nobiluomo) - Chevalier (Cavaliere) - Doxe (Doge) - Re - Imperator -Papa.
  • La seconda serie rappresenta le muse: Calliope (elegia) - Urania (astronomia) - Tersicore (lirica corale) - Erato (poesia amorosa e musica) - Polimnia (canto e danze sacre) - Talia (commedia) - Melpomene (tragedia) - Euterpe (lirica e flauto) - Clio (storia) - Apollo (sole, profezia, musica e medicina, il signore di tutte le Muse).
  • La terza serie rappresenta le scienze: Grammatica -Loica (logica) - Rhetorica - Geometria - Aritmetrica (aritmetica) - Musicha - Poesia - Philosofia - Astrologia -Theologia.
    La quarta serie rappresenta le virtù: Iliaco (astronomia) - Chronico (cronologia) - Cosmico (Cosmologia) -Temperancia (Temperanza) - Prudencia (Prudenza) -Forteza (Forza) - Justicia (Giustizia) - Charita (Carità) -Speranza - Fede.
  • La quinta serie include i sette pianeti conosciuti allora: Sole - Luna - Mercurio - Venere - Marte - Giove - Saturno.

Verso la metà del XVIII secolo appare «Il Tarocco di Marsiglia» ad opera di un illustratore marsigliese chiamato Fautrier, che segna i caratteri definitivi del Tarocco tradizionale pervenuto fino ai nostri giorni. Contemporaneamente in Italia si stampava il Tarocco «Ligure-lombardo», apparentemente meno diffuso, ma sostanzialmente uguale.

I tarocchi, significato divinatorio e cartomanzia

La grande diffusione del Tarocco divinatorio appartiene al XVIII secolo. Un indovino molto noto, di nome Alliette, pretende di creare un nuovo mazzo di Tarocchi, conosciuto come «Il Grande Etteila», ma viene considerato come un prodotto spurio. Nonostante la sua nomea, questo personaggio riesce ad inserirsi nella storia dei Tarocchi e a far ancora oggi parlare di sé. Dopo il 1792, con la Rivoluzione Francese, nel pieno fulgore della cartomanzia, avviene un cambiamento anche nelle figure dei Tarocchi. La figura del Re viene sostituita da personaggi storici che avevano legato il loro nome alla severità e al rigore, come Catone il censore, Solone, il ribelle Bruto. Le Regine si trasformano in figure che sono il simbolo delle Virtù, come La Forza e La Prudenza; i Fanti o Valletti diventano degli Eroi. Madame Le Normand, la Grande Sibilla di quell'epoca, vede sfilare nel suo studio nobili o rivoluzionari, gran parte dei quali lasceranno la propria testa sotto la ghigliottina. Nello stesso periodo gli zingari conoscono un momento di grande rinomanza presso le corti europee e nei salotti di illustri aristocratici e di grossi borghesi.







Tarocchi Cartomanzia:

Cartomanzia e i Tarocchi non sono ne guida ne strada. Sono finestre sul mondo grazie alle quali è possibile avere punti di vista differenti.

Usare i tarocchi e la cartomanzia per scoprire il significato della vita è completamente sbagliato.

Il nostro unico scopo è quello di divulgare tutto ciò che conosciamo sugli Arcani tarocchi, sul loro significato e sulla loro interpretazione mettendo online queste informazioni e in modo completamente gratuito.


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